curiosità stroriche padovane  1°

Odeon e loggia Cornaro
(di Alessandra Griguolo)


Sono una delle migliori testimonianze rinascimentali del padovano. Il complesso, oggi proprietà del Comune di Padova, fu costruito da G. Maria Falconetto, su commissione del mecenate Alvise Cornaro. E’ ispirato al modello della villa romana alla periferia della città, in particolare a quella di Marco Terenzio Varrone. Scopo comune dei due edifici era l’intrattenimento di ospiti ed amici del Cornaro.

La Loggia è uno splendido fondale fisso, un "teatro all'antica". Essa fu costruita soprattutto per la rappresentazione delle opere teatrali di Angelo Beolco, detto il Ruzante, di cui il Cornaro fu amico e protettore. Il piano terra fu realizzato nel 1524; la facciata è formata da cinque arcate sostenute da semicolonne doriche. Ai lati dell'arcata centrale stanno due Vittorie alate che sembrano scuotere le ali e librarsi nell'aria, quasi in cerca di libertà. Esse sono sormontate da un mascherone con sopra patere e bucrani alternati, di reminescenza classica. Il primo piano è in stile ionico. Fu costruito nel 1534, con l’impiego di finestre vere e finte, e con statue in stucco, opera di Giovanni Rubino, detto “Dentone”: Diana, in atteggiamento guerriero, veste un abito da caccia e rappresenta la luna; Venere porta in mano una fiamma, ha lunghi capelli e veste solo uno stretto manto drappeggiato, mentre un piccolo Cupido le stringe il ginocchio; Apollo, rappresenta il sole e regge con le mani una lira; è vestito solo di un perizoma di foglie di vite. Di tanto in tanto, la Loggia ospita ancora le commedie del Ruzante.

L'Odéo era invece dedicato alla musica, ai dibattiti, alla poesia e alle conversazioni erudite. Il primo ordine fu costruito nel 1530 (il secondo più tardi), ed è formato da una specie di arco di trionfo, con edicole e lesene: il fregio soprastante mostra triglifi e finte finestre con due statue che rappresentano il Sole e la Luna. Il Sole è una figura maschile nuda e alata, che tiene in mano una saetta e un’asta. Sul petto tre teste ferine indicano il presente, il passato ed il futuro. La Luna è figura femminile, con uno sfondo di tralci di vite, pampini e grappoli. Le due statue sono avvolte da un serpente, che simboleggia il tempo. Alla porta d'ingresso si trovano due Vittorie alate - dal profilo delicato ed il volto classico - che, come nella Loggia, sembrano librarsi nell’aria. L'interno è diviso in varie sale. La principale è a pianta ottagona, con piccole nicchie alle pareti. Dipinte sono le pareti e la volta a padiglione. All'interno delle nicchie si notano balaustre da cui si aprono paesaggi ideali, che richiamano le decorazioni delle ville romane. Sopra le porte stanno ovali in stucco con figure sacre, mentre, nella volta, sono raffigurati Giove ed altri personaggi mitologici. La decorazione interna è opera di Gualtiero Padovano e Lamberto Sustris per i paesaggi, di Tiziano Minio per gli stucchi.

 

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